A tu per tu con Evelin Meler e Alice De Val - AFFI AFFI

A tu per tu con Evelin Meler e Alice De Val

Alcuni feedback sulla loro esperienza ai Mondiali IF3 2024 e loro riflessioni sul futuro del movimento Functional Fitness.

È passato ormai più di un mese dall’evento più importante della stagione 2024 per il mondo del Functional Fitness: i Campionati Mondiali IF3 che hanno visto la partecipazione della nostra Squadra italiana composta da 26 atleti, la più numerosa di sempre.

Un momento importante che conferma l’impegno della nostra Associazione e parla anche del legame che ci unisce al panorama internazionale, tenendo sempre protagonisti gli atleti e le atlete che ci rappresentano. Abbiamo fatto una chiacchierata con due atlete, Evelin Meler e Alice De Val,  presenti sul floor dei Campionati Mondiali per farci raccontare la loro esperienza e la loro visione sul futuro.

Alice, qual è stato il primo impatto con l’esperienza dei Mondiali?

Alice De Val: “Il primo impatto è stato un momento davvero emozionante. Appena siamo arrivati al campo gara, siamo rimasti colpiti dalle bandiere appese e dalla vista degli atleti, tutti vestiti con le tute delle rispettive nazionali. Si respirava un’atmosfera di grande rispetto e voglia di onorare i propri colori“

Tu, Evelin, sei stata in Ungheria agli Europei lo scorso anno e ora ai Mondiali e hai visto due format di gara diversi. European cup i sei test in due ore e i Mondiali con i sei test su tre giorni. Come hai vissuto questa esperienza e quale ti ha maggiormente colpito?

Evelin Meler: “Ho preferito di gran lunga quest’ultimo, utilizzato ai Mondiali, perché mi ha permesso di concentrarmi su ogni singolo workout e dare il massimo in ogni prova. Al contrario, con 6 workout in appena due ore, è necessario dosare le energie, dato che è praticamente impossibile affrontarli tutti al 100% a causa del tempo di recupero estremamente ridotto tra le prove (dai 5 ai 15 minuti al massimo).
Gareggiare su tre giorni ti consente di vivere la competizione in modo molto più piacevole e apprezzare anche l’atmosfera che la circonda. Ti dà la possibilità di conoscere meglio gli altri atleti e condividere momenti come cene insieme, ad esempio. Questa è stata la gara più bella ed emozionante che abbia mai fatto è stato un insieme di momenti speciali. La gara è stata perfetta, sia dal punto di vista organizzativo che pratico. Indossare la maglia azzurra non capita tutti i giorni e gareggiare rappresentando il proprio paese ti dà quella spinta in più che non hai nelle altre competizioni, perché non stai gareggiando solo per te stesso, ma anche per onorare il tuo Paese”.

Alice, hai gareggiato in Team insieme a Monica Martinuzzi, Matteo Ferrazzo e Davide Bugada come vi siete preparati?

Alice De Val: “La preparazione con il team è stata fondamentale. Ci siamo trovati per due fine settimana e abbiamo sfruttato al massimo quei giorni per conoscerci meglio e capire i punti di forza di ciascuno, così da creare insieme le migliori strategie. Abbiamo legato subito, e la nostra forza è stata proprio questa: non c’era nessuno che voleva prevalere sull’altro o dimostrare di essere migliore, ma ci siamo uniti per portare a casa il massimo risultato possibile”.

Evelin, qual era il livello della tua categoria ai Mondiali?

Evelin Meler: “Il livello della mia categoria al Mondiale era davvero altissimo, con molte atlete provenienti dalle Semifinals e alcune dai Games.
È stato impressionante, ad esempio, vedere un’atleta americana eseguire uno snatch da 100 kg con una facilità sorprendente.
Ho apprezzato moltissimo la possibilità di confrontarmi in un contesto internazionale, dove ero l’unica elite italiana in gara. Competere in Italia è diverso: ormai ci conosciamo quasi tutte e sappiamo più o meno i punti di forza e debolezza delle altre. Qui, invece, è stato un continuo mettersi alla prova e scoprire nuove avversarie, il che ha reso l’esperienza ancora più stimolante e imprevedibile”.
E quando le chiediamo di raccontarci il momento più emozionante, Evelin ci dice: “Il momento più emozionante è stato durante il test di skill con le legless rope climb e la handstand walk con piroette e backward handstand walk. In quell’occasione, ho ottenuto lo stesso punteggio di atlete di altissimo livello come Ella Wilkinson (che ha poi concluso al 2° posto overall) e Angelica Bengtsson. Portarsi a casa questo tipo di soddisfazioni è davvero importante, perché ti fa capire che hai un buon potenziale, basta solo lavorarci”.

Alice, come pensi che possa crescere ancora di più il movimento?

Alice De Val: “Il movimento cresce se sempre più box decidono di affiliarsi a AFFI e credere nel progetto (…) e far conoscere l’associazione anche ai più giovani, così da coinvolgerli e far crescere ulteriormente il movimento”.